Commento a Lanier: prepariamoci a una vita con meno ricatti e più libera, senza banconote

In questi giorni si discute vivacemente in Italia di un articolo pubblicato su Il Venerdì di Repubblica, che riporto e consiglio a mia volta di leggere: http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2014/07/04/lanier-il-web-sta-uccidendo-la-classe-media/. Il consiglio è particolarmente rivolto a chi ancora non si è interrogato sull’ampiezza, sul futuro, sulla portata dell’importanza dell’evoluzione della tecnologia digitale e il modo in cui ci influenzerà. Siate cittadini consapevoli, ma è solo un invito.

Di seguito una mia riflessione scritta “di getto” e piena di punti che andrebbero ampliati. Spero però di spostare la visione sul fenomeno da un punto di vista nuovo rispetto a quello attuale mainstream.

Key messages:

  • E’ un cambiamento, non una distruzione
  • La qualità della vita si alza mentre si abbassa l’uso della moneta tradizionale
  • “Embrace change!”, ovvero accogliete il cambiamento per non trovarvi spinti fuori dal tornado

Tutti nel mondo Occidentale abbiamo collegamenti per amicizia o parentela o conoscenza con persone appartenenti alla “classe media” le quali lavorano nel web, sono amatorialmente ossessionate dal web, oppure ne hanno, ahimè, subito l’effetto laterale di rendere la loro opera non più o meno necessaria di prima – e sono ora licenziati o sotto altri status.

Si parla di lavoro distrutto da multinazionali digitali come focus della discussione. Certamente è innegabile lo stravolgimento dell’economia e dello stile di vita cui ha portato e sta portando il diffondersi di queste tecnologie. Laddove poi creano lavoro in alcune quantità, altro ne distruggono in grande quantità poiché l’opera degli esseri umani si rende necessaria in minor misura. Sorprende ciò? Non riesco a credere che sorprenda. I libri stampati hanno permesso o causato l’estinzione della figura dello scribacchino egizio. No surprises.

Si parla di contenuto non remunerato: quello che gli uomini forniscono ai giganti del web senza appunto remunerazione. Ovvero: gli utenti caricano contenuti sui social networks, i quali prosperano proprio grazie a questi contenuti. In realtà, grazie a questi giganti, l’utente ottiene informazioni e contenuti a sua volta. E’ uno scambio!

Siamo nell’economia della condivisione (“sharing”). La circolazione di moneta tradizionale nel mondo fisico si riduce, perché il mondo digitale è sempre più importante e pervade moltissimi aspetti della nostra esistenza. Ecco quindi che molti servizi sono fruibili in altra maniera, senza includere uno scambio che coinvolga la moneta fisica nel mondo cosiddetto “retail”: i negozi (attività in genere) appunto fisici. Pensiamo come suggerito dall’articolo, alla fruizione di musica in streaming che ci permette di non dover uscire di casa per andare al negozio di dischi e spendere 23,99€ per un CD-rom (vecchio adagio emerso in realtà diversi anni or sono, ma ancora valido). Pensiamo anche alla scelta e recapito di oggetti senza bisogno di recarsi in libreria, o al supermercato (vedi servizio di operatori come Esselunga a Milano). L’esperienza di scelta e acquisto è ora altrove, spesso su un comodo divano.

Il mondo digitale è fatto da persone che mettono a disposizione conoscenza e strumenti in modalità gratuita, quasi gratuita e soprattutto condivisa. Sostituiscono di fatto svariate professioni e il risultato netto rende felici molti nel breve termine, infelici alcuni nel breve termine, felici molti nel lungo termine. L’innovazione nel corso della storia è giunta con piglio rivoluzionario più volte e chi ha studiato economia ne conosce gli effetti.

MA torniamo al concetto Il commercialista vuole essere pagato per fare gli F24 ma se facesse un altro mestiere probabilmente a sua volta si rivolgerebbe ad un software come TurboTax per non pagare quella prestazione.

Inoltre, lancio un messaggio provocatorio: non pensate che la tecnologia digitale ad oggi faccia già apparire una costrizione dover pagare per prestazioni che i software sostituiscono così efficacemente? Non pare allora di vivere ed essere attualmente in un regime ricattatorio? Questa è una nuova economia, rivoluzionaria, condivisa, universale, che non distrugge il mondo fisico, ma vuole permettere a tutti di trarne i benefici e con, come ricorda l’amico Fabio Chiusi (http://espresso.repubblica.it/visioni/2014/06/18/news/transumanismo-la-religione-della-silicon-valley-l-articolo-dell-espresso-scelto-per-la-maturita-1.169767) di andare verso la meta di una maggiore felicità.

Facciamo un banale ma realistico esempio. Il ragazzino figlio di imprenditore, impiegato o libero professionista vorrebbe egoisticamente godere al più presto dei privilegi del padre che ha disponibilità in termini finanziari e monetari. Il ragazzino non ha uno stipendio. Si impegna alacremente, con astuzia e un briciolo di ingenuità per trovare risorse a costo zero o pagando davvero poco. Del resto, ha solo la paghetta. Inoltre, l’informazione così ampia e globale fin da piccolo gli ha permesso di essere più “sveglio” di quanto fossero i suoi genitori. Il ragazzino conosce già i suoi talenti e li vuole sviluppare al meglio grazie alla rete. Non ha neanche un diploma ma è bravo e ha un notevole seguito di utenti che imparano qualcosa da lui (esempi vari di youtubers e minisiti di corsi online). Parliamo altrimenti di manager molto accorti nell’uso delle proprie risorse finanziarie liquide. Il pattern è sempre lo stesso: cerchiamo di spendere il minimo possibile, ottenendo il massimo volume di risorse possibili.

Ecco quindi che la “vecchia” economia sembra quasi, come appena detto, ricattatoria al consumatore, ragazzino ed ex ragazzino: il primo step è aver scoperto improvvisamente un modo per tagliare un costo, quando poi tutti questi strumenti si diffonderanno, i “vecchi” prestatori d’opera appariranno come tanti ricattatori. La vecchia regola DO UT DES cui tutti nella vita ci siamo imbattuti e che fronteggiamo dentro e fuori casa (vita militia est).

Chi vincerà? Ne usciremo vivi?

Certamente, ecco il mio formulario:

  • Vuoi una prestazione intellettuale? Internet è intelligente, te la fornirà gratis.
  • Vuoi una prestazione fisica? Internet e gli esseri umani si coordineranno per fornirtela.
  • Come pagherò quel po’ che dovrò comunque pagare? Al momento si possono fare supposizioni. Si stanno diffondendo i Bitcoin ad esempio. Anche qui consiglio di informarsi.
  • Cosa faccio della mia vita? La tua vita costerà di meno, hai una grande opportunità: vivere dovendo fronteggiare meno ricatti, con tempo libero e senza ansie per la gestione del tempo in funzione di risorse scarse.
  • Ma i voglio anche i lussi di una vita al top. Come faccio? Ingegno, my dear.

Relax, il web vincerà, ma è nostro amico.

Martina Mauro

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