Digital Venice 2014: la strada è lunga, partiamo dall'iter di un dominio ".it"

E’ in corso fino al 12 luglio l’evento Digital Venice, che coinvolge CEO di grandi aziende digitali e il primo ministro Matteo Renzi, impegnato nel turno italiano di presidenza dell’Europa (per sintetizzare).

Da acquirente compulsiva di domini, di cui mi piacerebbe parlare anche in seguito, posso far notare che in Italia fino a circa 2 anni fa all’acquisto di un dominio .it doveva necessariamente seguire l’invio di fax all’autorità competente. In seguito si attendeva l’OK. Grazie. Per i neofiti: per i domini .com ci metti il tempo di un click e puoi subito operare.

Ora la procedura è semplificata: niente più fax. Forse erano troppi e non c’era spazio o qualcuno un po’ smart è intervenuto. Anyways le 48 di approvazione rimangono. E ci sono “Registrar”, ovvero servizi online di compravendita e gestione di domini, che non permettono ad esempio il trasferimento di domini .it verso di loro. Iter troppo complesso. Parlo di GoDaddy leader di mercato e basato negli USA. Da quest’anno ha aperto anche un’area customer service dedicata ai clienti italiani. Che dire, loro avrebbero anche la volontà, è l’Italia, come sempre, a rallentare i processi… E nel frattempo, qualcuno ottiene stipendi per sfamare qualche famiglia. L’altro lato della medaglia in Italia, dove la complessità viene favorita per permettere l’esistenza di professioni la cui competenza è quella di capirci qualcosa nella cavillosità della burocrazia, o più semplicemente, essere come dei Caronte che debbono essere pagati per muoversi. Il fiume però è largo e Caronte è mooooolto vecchio e lento…

Martina

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